Un agghiacciante omicidio plurimo è stato compiuto ieri notte da ignoti lungo l'Alzaia del naviglio maggiore. Le vittime, quattro uomini e una donna secondo le prime ricostruzioni della polizia, sono stati trucidati con una tecnica non ben definita che ne ha ridotto i corpi a una poltiglia indistinguibile. La polizia non ha ancora dichiarato nulla di ufficiale in merito e si attendono in giornata i primi esami della scientifica per formulare ipotesi fondate.
Sulla scena del delitto, per un'area approssimativa di cinquanta metri quadri, sono sparsi non solo brandelli di vestiti e qualche effetto personale, ma soprattutto ciò che rimane delle vittime, trasformate in un nauseante strato di materia organica deposta su automobili, arredo urbano e vetrine.
La precisa volontà di rendere irriconoscibili gli aggrediti suggerirebbe il regolamento di conti o la vendetta di matrice mafiosa. Non è sicuramente il risultato di un gesto non premeditato o compiuto per reazione, come possono accaderne di notte all'uscita da un locale. Ma anche su questa ipotesi la polizia ha voluto mantenere il riserbo.
Nell'attesa di ottenere le prime informazioni ufficiali dalle autorità, è il gestore del locale sito sulla sponda opposta del naviglio, a fornire i primi elementi su cui ragionare.

Nell'attesa di ottenere le prime informazioni ufficiali dalle autorità, è il gestore del locale sito sulla sponda opposta del naviglio, a fornire i primi elementi su cui ragionare.
Il gestore, di cui non citeremo le generalità dietro sua richiesta, stava pulendo il suo locale dopo l'orario di chiusura quando ha sentito schiamazzi in lontananza. Le risse sui navigli a notte inoltrata sono per lui uno spettacolo abituale. Per questo, in un primo momento non vi ha dato quasi peso. Ma visto che il tono delle voci si elevava progressivamente, ha dato una seconda occhiata. Dall'altra parte del naviglio ha visto cinque persone: quattro uomini e una donna. Avrebbero, secondo la testimonianza, accerchiato un uomo, molestandolo ripetutamente. Sentendo che la situazione degenerava oltre la soglia di allarme, il barista si stava accingendo a rientrare per chiamare le autorità competenti, quando ha visto qualcosa che lo ha paralizzato. I suoi occhi hanno una luce sinistra mentre ci descrive la scena.
I molestatori erano ancora raccolti a cerchio attorno all'uomo quando, dal mucchio, sono apparse due ali nere. Tre o quattro metri circa per ala. Uno spettacolo impressionante. Apparse quelle, le immagini si fanno confuse nella sua memoria e rimangono solo urla di terrore. Pochi minuti dopo gli inquirenti troveranno una scena truce degna del più convinto cinema pulp.
La sua deposizione è una vera e propria bomba ad orologeria pronta a scoppiare nelle mani delle autorità. Quelle ali riaprono infatti una vecchia ferita che la città non è ancora stata capace di rimarginare: l'omicidio di un uomo e di sua figlia nella periferia nord. Un delitto agghiacciante che aveva monopolizzato le prime pagine dei giornali per una intera settimana. Le due vittime, un uomo e una bambina, sono state eliminate brutalmente: lui con enormi lacerazioni all'addome, lei con traumi al collo e alla testa, presumibilmente derivati da una caduta di svariati metri.
Secondo la polizia, che archiviò il caso come un omicidio-suicidio, si è trattato del frutto di una condizione familiare difficile, il risultato di un gesto disperato come l'eliminazione di una figlia che non si può più sfamare, seguìto da un rimorso troppo doloroso da sopportare, tanto da portare l'uomo al suicidio.
Tuttavia anche allora un passante aveva reso una testimonianza nella quale sosteneva che accanto all'uomo e alla bambina ci fosse una terza persona, con caratteristiche molto peculiari. Affermò infatti di aver visto comparire come dal nulla due ali nere, corrispondenti per dimensione e descrizione a quelle riconosciute la scorsa notte.
La stampa battezzò la nuova icona noir della cronaca con il nome suggestivo di Ali di China. Oggi non possiamo non domandarci: siamo di fronte ad una nuova apparizione, oppure questo nuovo fatto drammatico non ha nulla a che vedere?
Chi è Ali di China? Un mitomane? Un uomo in cerca di emozioni forti? Un mostro soprannaturale? Esiste davvero o è solo uno scherzo delle ombre della notte proiettate addosso a fatti scollegati tra loro?
Non sappiamo ancora rispondere, ma più di questo ci sconcerta non sapere come possano essere commessi crimini di tale incredibile ferocia. Se davvero si tratta di una persona singola, come può trasformare in pochi istanti un tratto di marciapiede in una carneficina inconcepibile? Qual'è la sua logica? Come sceglie le sue vittime? Potremmo essere noi?
Per il momento, tutto è possibile.
a.v.